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Aiuta le donne con il tuo 5 x mille!

Anche quest’anno è possibile sostenere Fondazione Pangea Onlus e i suoi progetti con un gesto semplice, ma di grande valore. Pensate: in 10 anni hanno ricevuto assistenza ben 12.907 donne in Afghanistan, India, Nepal, RD Congo, Sud Africa e, naturalmente, Italia: donne che sono riuscite a ricominciare, a costruire un futuro più dignitoso per se stesse, i loro figli, le loro famiglie.

Grazie ai progetti di microcredito, i corsi di alfabetizzazione e attenzione alla salute, si sono realizzati percorsi di rinascita e consapevolezza, che hanno portato allo sviluppo di piccoli progetti imprenditoriali, finalizzati a favorire indipendenza, produttività e allontanamento da un tunnel infinito di violenze e prevaricazioni.

Tutto ciò è stato possibile, anche e soprattutto, grazie all’aiuto degli affezionati donatori. Ebbene, potete essere preziosi ancora una volta e regalare un sorriso a chi cerca di scappare da un destino poco generoso.

Compilando la vostra dichiarazione dei redditi, potete decidere di destinare la quota dell’Irpef del 5 x mille a Fondazione Pangea Onlus. Basta inserire il Codice Fiscale: 97321620151.

Grazie di cuore.

Chiara Casablanca per Fondazione Pangea Onlus

La bellezza e i suoi stereotipi

Si è conclusa un’altra edizione del Festival di Sanremo e, ancora una volta, gli stereotipi non sono mancati…ancora una volta sono state evidenziate solo bellezza e fisicità.

Possibile che le donne non possano mai essere valorizzate per le loro idee, le loro capacità, le loro peculiarità caratteriali? Perché la conduttrice di questa manifestazione dev’essere prima di tutto bella e poi, solo poi, brava? Certo, con questo non vogliamo dire che bellezza e bravura non possano coesistere, anzi. Desideriamo piuttosto incentivare la valorizzazione della bravura in sé ben prima dell’estetica.

Per stupire ed emozionare non sono sempre necessari bei corpi, altezza, magrezza, perfezione. Ne è testimonianza l’intervento di Geppi Cucciari che, l’ultima sera della kermesse sanremese, ha strappato una risata in platea con semplicità e naturalezza. Gradevole, femminile, misurata. Un bell’esempio per tutte le giovani che trascorrono intere giornate davanti allo specchio alla ricerca di un difetto che non c’è (e se c’è si fa di tutto per amplificare)

Diciamolo: anche questa è una sottile forma di violenza, di violenza verso se stesse.

Imparare ad accettarsi, stimarsi, amarsi davvero un po’ di più è, infatti, il primo passo per farsi rispettare anche dagli altri e non rimanere vittime di mode e volontà esterne. Quante donne cambiano look per compiacere fidanzati e mariti o indossano capi scomodi, senza sentirsi a proprio agio, solo per essere uguali alle amiche?

Lasciamo perdere modelli irraggiungibili e lontani dalla nostra reale personalità. Diamo spazio al nostro “io” autentico e saremo tutte più serene e piene di autostima.

Chiara Casablanca per Fondazione Pangea Onlus

Fonte: 27esimaora.corriere.it

Lavoro: il precariato penalizza le donne

Elsa Fornero, ministro del Welfare con delega alle pari opportunità, ha constatato nei giorni scorsi che le donne hanno maggiori difficoltà d’accesso al lavoro rispetto agli uomini, per non parlare delle ridotte possibilità di carriera (nonostante quasi tutte abbiano ormai una laurea e spesso anche un master).
Il tasso d’occupazione pari, secondo le ultime fonti, al 46,2%, piazza il nostro Paese agli ultimi posti del ranking europeo e ciò è piuttosto demotivante. Si apre quindi una settimana incandescente, che pone al centro del confronto tra Governo e parti sociali le problematiche relative al lavoro precario con ciò che attorno ruota (forme contrattuali, apprendistato, flessibilità). L’obiettivo è di arrivare in breve tempo ad un disegno di legge che re- inserisca gli esclusi per eccellenza, donne e giovani ovviamente.
Una delle disparità più evidenti e sconfortanti riguarda il gap salariale, perché le donne sono retribuite ben il 20% in meno rispetto ai colleghi uomini. E, a quanto sembra, il titolo di studio non aiuta: il problema maggiore, infatti, risiederebbe proprio nel precariato, nel fatto che le donne con mansioni impiegatizie lavorino meno ore (per un tempo parziale, insomma)
Esiste, poi, la solita differenza salariale tra Nord e Sud, per cui il salario delle donne del Settentrione risulta maggiore rispetto a quello delle donne del Mezzogiorno. Ma, mentre al Nord è più evidente la differenza di genere, al Sud non è abbastanza percepibile per via dell’alta percentuale di disoccupazione (15,4%) e ancor più di inattività (64% contro una media del 49,4%).
Concludendo, le forme contrattuali atipiche (a tempo determinato e di collaborazione) e gli impieghi part-time, sarebbero alla base di tutta una serie di diseguaglianze che penalizzano la donna nella sua realizzazione umana e professionale, oltre a creare grandi difficoltà a coloro che, a causa di una maternità, potrebbero non vedere garanzie in merito al rinnovo del contratto. Una situazione molto grave su cui riflettere seriamente.

Chiara Casablanca per Fondazione Pangea Onlus

Fonte: Il Sole24Ore del 30/01/2012 / Zero Violenza Donne

25 Novembre: giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 25 novembre Giornata Mondiale per l’Eliminazione delle Violenza sulle Donne: governi, organizzazioni internazionali e ONG si attivano ogni anno per proporre iniziative ed eventi utili ad accrescere la consapevolezza dell’opinione pubblica su questo tema.
Bisogna ammettere che nonostante siano trascorsi molti anni la situazione non è cambiata, anzi: sembra che aumentino i casi di violenza proprio all’interno del nucleo familiare. Spesso certe situazioni derivano dal contesto ambientale e familiare in cui si è cresciuti: nodi irrisolti, difficoltà nel relazionarsi con gli altri, violenze subite in passato, sono tutti elementi che possono entrare in gioco nel futuro, quando si decide di creare una propria famiglia, comprese le pressioni psicologiche di genitori che, a loro volta, possono aver avuto un’infanzia difficile.
A volte alcune reazioni derivano, invece, da un evento preciso, una delusione, una perdita, un avvenimento che segna prepotentemente la personalità. Sarebbe utile cercare di rintracciare l’origine di un’elevata aggressività, per recuperare “umanità” , sensibilità e capacità di comunicare…Informazione e formazione sono ottimi strumenti per accrescere la consapevolezza.
Tra le numerose iniziative di sensibilizzazione oggi in programma , nell’aula magna dell’Itis Volta di Alessandria è previsto il convegno “Il silenzio di un bacio, per un pugno di parole”. Testimonial d’eccezione dell’evento: Fabio Artico, Paolo Enrico Archetti Maestri, Dario Serra. Alcuni di loro sono già stati protagonisti di spot informativi contro la violenza sulle donne, per iniziativa dell’Assessorato alle Pari Opportunità nell’ambito del Progetto ‘La Provincia sicura’. Obiettivo della giornata è quello di dialogare con gli studenti del territorio su temi chiave, come il rispetto della donna, le dinamiche di coppia, le diseguaglianze tra i sessi. Grazie ad un questionario anonimo, tra l’altro, i ragazzi potranno esprimere liberamente il loro pensiero in merito all’argomento principale, la “violenza subita dalle donne”.

Chiara Casablanca per Fondazione Pangea Onlus

Perché aiuto donne.com

Un blog, un luogo di “incontro virtuale” in cui trovare spunti di riflessione, approfondimento e discussione su temi legati alla questione di genere, ai diritti delle donne in Italia e nel mondo – a cominciare dai Paesi in cui opera direttamente Pangea, al microcredito e all’impresa sociale al femminile.
Un “luogo” dove donne e uomini possano scambiare le proprie opinioni, costruendo insieme una nuova cultura di rispetto reciproco. Perché i diritti delle donne sono innanzitutto diritti umani ed è dal loro completo rispetto che passa la via per costruire una società caratterizzata da benessere, sviluppo e pace!

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