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Lavoro: il precariato penalizza le donne

Elsa Fornero, ministro del Welfare con delega alle pari opportunità, ha constatato nei giorni scorsi che le donne hanno maggiori difficoltà d’accesso al lavoro rispetto agli uomini, per non parlare delle ridotte possibilità di carriera (nonostante quasi tutte abbiano ormai una laurea e spesso anche un master).
Il tasso d’occupazione pari, secondo le ultime fonti, al 46,2%, piazza il nostro Paese agli ultimi posti del ranking europeo e ciò è piuttosto demotivante. Si apre quindi una settimana incandescente, che pone al centro del confronto tra Governo e parti sociali le problematiche relative al lavoro precario con ciò che attorno ruota (forme contrattuali, apprendistato, flessibilità). L’obiettivo è di arrivare in breve tempo ad un disegno di legge che re- inserisca gli esclusi per eccellenza, donne e giovani ovviamente.
Una delle disparità più evidenti e sconfortanti riguarda il gap salariale, perché le donne sono retribuite ben il 20% in meno rispetto ai colleghi uomini. E, a quanto sembra, il titolo di studio non aiuta: il problema maggiore, infatti, risiederebbe proprio nel precariato, nel fatto che le donne con mansioni impiegatizie lavorino meno ore (per un tempo parziale, insomma)
Esiste, poi, la solita differenza salariale tra Nord e Sud, per cui il salario delle donne del Settentrione risulta maggiore rispetto a quello delle donne del Mezzogiorno. Ma, mentre al Nord è più evidente la differenza di genere, al Sud non è abbastanza percepibile per via dell’alta percentuale di disoccupazione (15,4%) e ancor più di inattività (64% contro una media del 49,4%).
Concludendo, le forme contrattuali atipiche (a tempo determinato e di collaborazione) e gli impieghi part-time, sarebbero alla base di tutta una serie di diseguaglianze che penalizzano la donna nella sua realizzazione umana e professionale, oltre a creare grandi difficoltà a coloro che, a causa di una maternità, potrebbero non vedere garanzie in merito al rinnovo del contratto. Una situazione molto grave su cui riflettere seriamente.

Chiara Casablanca per Fondazione Pangea Onlus

Fonte: Il Sole24Ore del 30/01/2012 / Zero Violenza Donne

25 Novembre: giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 25 novembre Giornata Mondiale per l’Eliminazione delle Violenza sulle Donne: governi, organizzazioni internazionali e ONG si attivano ogni anno per proporre iniziative ed eventi utili ad accrescere la consapevolezza dell’opinione pubblica su questo tema.
Bisogna ammettere che nonostante siano trascorsi molti anni la situazione non è cambiata, anzi: sembra che aumentino i casi di violenza proprio all’interno del nucleo familiare. Spesso certe situazioni derivano dal contesto ambientale e familiare in cui si è cresciuti: nodi irrisolti, difficoltà nel relazionarsi con gli altri, violenze subite in passato, sono tutti elementi che possono entrare in gioco nel futuro, quando si decide di creare una propria famiglia, comprese le pressioni psicologiche di genitori che, a loro volta, possono aver avuto un’infanzia difficile.
A volte alcune reazioni derivano, invece, da un evento preciso, una delusione, una perdita, un avvenimento che segna prepotentemente la personalità. Sarebbe utile cercare di rintracciare l’origine di un’elevata aggressività, per recuperare “umanità” , sensibilità e capacità di comunicare…Informazione e formazione sono ottimi strumenti per accrescere la consapevolezza.
Tra le numerose iniziative di sensibilizzazione oggi in programma , nell’aula magna dell’Itis Volta di Alessandria è previsto il convegno “Il silenzio di un bacio, per un pugno di parole”. Testimonial d’eccezione dell’evento: Fabio Artico, Paolo Enrico Archetti Maestri, Dario Serra. Alcuni di loro sono già stati protagonisti di spot informativi contro la violenza sulle donne, per iniziativa dell’Assessorato alle Pari Opportunità nell’ambito del Progetto ‘La Provincia sicura’. Obiettivo della giornata è quello di dialogare con gli studenti del territorio su temi chiave, come il rispetto della donna, le dinamiche di coppia, le diseguaglianze tra i sessi. Grazie ad un questionario anonimo, tra l’altro, i ragazzi potranno esprimere liberamente il loro pensiero in merito all’argomento principale, la “violenza subita dalle donne”.

Chiara Casablanca per Fondazione Pangea Onlus

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