La bellezza e i suoi stereotipi
Si è conclusa un’altra edizione del Festival di Sanremo e, ancora una volta, gli stereotipi non sono mancati…ancora una volta sono state evidenziate solo bellezza e fisicità.
Possibile che le donne non possano mai essere valorizzate per le loro idee, le loro capacità, le loro peculiarità caratteriali? Perché la conduttrice di questa manifestazione dev’essere prima di tutto bella e poi, solo poi, brava? Certo, con questo non vogliamo dire che bellezza e bravura non possano coesistere, anzi. Desideriamo piuttosto incentivare la valorizzazione della bravura in sé ben prima dell’estetica.
Per stupire ed emozionare non sono sempre necessari bei corpi, altezza, magrezza, perfezione. Ne è testimonianza l’intervento di Geppi Cucciari che, l’ultima sera della kermesse sanremese, ha strappato una risata in platea con semplicità e naturalezza. Gradevole, femminile, misurata. Un bell’esempio per tutte le giovani che trascorrono intere giornate davanti allo specchio alla ricerca di un difetto che non c’è (e se c’è si fa di tutto per amplificare)
Diciamolo: anche questa è una sottile forma di violenza, di violenza verso se stesse.
Imparare ad accettarsi, stimarsi, amarsi davvero un po’ di più è, infatti, il primo passo per farsi rispettare anche dagli altri e non rimanere vittime di mode e volontà esterne. Quante donne cambiano look per compiacere fidanzati e mariti o indossano capi scomodi, senza sentirsi a proprio agio, solo per essere uguali alle amiche?
Lasciamo perdere modelli irraggiungibili e lontani dalla nostra reale personalità. Diamo spazio al nostro “io” autentico e saremo tutte più serene e piene di autostima.
Chiara Casablanca per Fondazione Pangea Onlus
Fonte: 27esimaora.corriere.it

